Il test di Meersseman (TM) prende il nome dal suo ideatore Jean-Pierre Meersseman – chiropratico – che lo ha messo a punto nel 1977 con la collaborazione del Dr. Gianmario Esposito – dentista.

Si basa su principi di kinesiologia applicata (KA) ed è un valido strumento da aggiungere all’analisi tradizionale del paziente odontoiatrico.

Applicato routinariamente nella clinica, guida l’operatore odontoiatrico nell’applicazione delle metodologie classiche che siano protesiche, conservative, ortodontiche, gnatologiche.

L’operatore ha la possibilità di testare la validità di ogni suo intervento, valutandone efficacia ed effetto sul sistema stomatognatico e cibernetico posturale del paziente in esame. Tale metodica è indispensabile se vogliamo parlare di odontoiatria applicata alla persona ovvero odontoiatria “Taylor Made”.

La valutazione del paziente attraverso il test di Meersseman permette all’operatore odontoiatrico di costruirsi un “percorso guidato” e di stabilire priorità terapeutiche.

È l’unico test dinamico che permette di valutare lo stato neurologico dell’articolazione temporo-mandibolare ancor prima di eseguire radiografie, risonanze, elettromiografie.

Come riportato da Cordray nel 2004, non è più sufficiente considerare asintomatica una ATM solo perchè non dolente o priva di rumori quando in fase dinamica.

Una ATM neurologicamente attiva – per via di disarmonie craniali o dentali – crea una sindrome detta discendente, espressione di adattamenti a cascata a carico del sistema tonico posturale. Tali adattamenti posturali compensatori sono l’espressione di nuovi equilibri a livelli inferiori di organizzazione per il mantenimento di una omeostasi necessaria lontana però dallo stato di benessere.

Compito fondamentale dell’operatore sanitario, quindi anche dell’odontoiatra, è quello di “fotografare” lo stato del paziente per poterlo aiutare nel recupero o nel mantenimento del proprio benessere psico-fisico.

L’odontoiatra possiede col test di Meersseman uno strumento di valutazione della salute dell’apparato stomatognatico, senza l’interposizione di strumentario, quindi un metodo accessibile, non costoso, ripetibile.