ORTOTICO DI RIPOSIZIONAMENTO MANDIBOLARE

L’ortotico posturale è un bite di stabilizzazione, e soprattutto di riposizionamento, portato sull’arcata inferiore.

Preferenzialmente è in resina acrilica trasparente, vantaggiosa per il minimo impatto visivo, per la sua leggerezza, per la possibilità di modifiche a freddo, con aggiunte o sottrazioni durante i controlli e per la sua durata nel tempo con una buona manutenzione domiciliare.

Viene costruito sull’arcata inferiore per evitare interferenze con la lingua, anzi per guidarla nella corretta posizione in deglutizione e a riposo; non viene costruito sull’arcata superiore in quanto darebbe sollievo solo al muscolo pterigoideo interno aumentando la dimensione verticale, ma bloccherebbe la respirazione craniale e cranio-sacrale.

Pur indossando il bite non si deve serrare su di esso: i denti posteriori vanno a contatto preparando l’atto deglutitorio (che avviene dalle 1500 alle 2000 volte al giorno), con la corretta posizione della lingua sul palato.

Questo contatto stabilizza l’osso ioide che a sua volta stabilizza i muscoli sopra e sotto ioidei e cervicali posteriori. A riposo – tra una deglutizione e l’altra – i denti non devono contattare la placca, ma solo sfiorare come prevede un sistema posturale in equilibrio. I pazienti che necessitano una terapia con ortotico di riposizionamento mandibolare presentano una sindrome algico-disfunzionale a carico delle articolazioni delle ATM in vari stadi evolutivi.

ADULTO

ortotic_02 ortotic_01

BAMBINO

ortotic_03 ortotic_04

Per poter apprezzare la funzione delle ATM è necessario avere di una conoscenza operativa dell’anatomia locale, della neurologia dei muscoli ioidei della masticazione, nonché dei sistemi adiacenti quali il meccanismo respiratorio craniale primario, oltre alla catena cinematica chiusa dei muscoli cervicali che completa l’apparato stomatognatico nella sua più ampia accezione.

Il funzionamento di questo apparato è chiaramente integrato a quello del resto del corpo. Ecco perché potremmo dire con semplici parole che problemi muscolari che si manifestano con cefalee, vertigini, cervicalgia, lombalgia, ecc., possono influenzare l’ATM, o sono originati da una patologia in questa sede.

L’ortotico arresta la degenerazione del condilo mandibolare (dovuta a una posizione mandibolare in retrusione o non fisiologica) permettendo la formazione di una fibrocartilagine protettiva su di esso; la posizione terapeutica permette di allontanare il condilo dalla posizione retrusa di compressione.

La terapia di riposizionamento mandibolare dura mediamente 3 mesi in cui si deve indossare l’ortotico il più possibile durante le ore diurne, se possibile anche di notte, togliendolo solo durante i pasti. Seguono almeno altri 2 mesi per stabilizzare la posizione della mandibola togliendo gradualmente e per ore limitate l’ortotico. Questa posizione mandibolare è il risultato di una riprogrammazione motoria indotta dal sistema tonico posturale e da nuovi engrammi celebrali che determinano la riarmonizzazione del tono muscolare sia locale che generale.

L’ortotico va controllato periodicamente seguendo le graduali modifiche posturali, secondo un protocollo e un programma di rieducazione posturale personalizzato.

La complessità del nostro sistema posturale richiede la massima precisione e professionalità e pertanto saranno d’importante ausilio esami elettromiografici, baropodometrici e spinometrici. Prima di incominciare la terapia è necessario possedere un’adeguata igiene orale, sottoporsi alla cura di eventuali lesioni cariose e di problematiche parodontali e possedere un’adeguata stabilità di eventuali protesi rimovibili.